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GOONDAH
post pubblicato in Diario, il 15 aprile 2008
Goondah

Potente e maestoso,
come un albatros che si leva al cielo,
vaga fra le genti, esule del mondo antico.
Mille popoli, guerrieri e dame,
ricoperti da gioie e dolori,
come spettri del passato, vite e non vite,
dissolvenze incrociate, invisibili all'occhio oscuro.
Come nomadi erranti, e spade infuocate,
velli di sangue, rituali e tributi,
nessuno si accorge del suo passaggio.
In pochi posson davvero, in pochi lo scorgon chiuso dentro
quella clessidra,
composta da quella strana sabbia,
intrisa di sangue e cenere,
largita dal lento passare del tempo.
Come un dono anche seppur divino
ma orrendamente vuoto e spietato
di immortalità
Goondah è il destino, il lento ma inequivocabile
scorrere del tempo.
Nocchiere di ognuno di noi,
come marionette,
nelle mani di un occulto regista,
spietato ed insensibile.
Nessuno, anche il più potente degli uomini,
lo può distruggere.
Egli è la vita, il soffio vitale, l’alchimia perfetta.
Egli è la morte, il sonno eterno, l’atroce dolore.
Egli è tutto e niente allo stesso tempo.
È il sottile limbo in cui viviamo, il nostro unico dio.
Goondah, creatore e destino, acqua, ferro e fuoco,
sangue dell’universo, Goondah.


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